Angelus's profile[.Angelus---La Fortezza ...PhotosBlogListsMore Tools Help

Blog


    December 31

    Il cavaliere e il suo cavallo.

    Dormì solo poche ore: Percepiva il vuoto dentro se stesso, che solo il freddo riempiva. Era rimasto in piedi nella notte per attendere le luci dell'alba.
    Ma il sole, quel giorno, non spuntò. Una tempesta avvolse d'oscurità la terra, e lui era ormai chissà dove.
    Ai suoi occhi si apriva una strada difficile, e non avrebbe potuto farcela solo. Cosi il cavaliere cercò, cercò e finalmente salvò il suo cavallo da un torrente infuriato.
    Quando finalmente riuscì a liberare il suo cavallo le correnti lo avevano ormai spinto distante.
    Il suo sguardo era spento, il cavaliere si era arreso ad uno strano destino: Bagnato fradicio sentiva solamente il freddo pungente.
    Non seppe domandarsi come stava realmente, erano giorni che più non lo sapeva. Aveva perso troppo e per troppo a lungo; non sapeva più cosa fosse giusto o sbagliato e se veramente esistevano queste due diverse polarità.
    Ma il suo cavallo era più saggio di lui, e non si arrese.
    Il suo cavallo magico gli fece attraversare deserti desolati dimenticati da Dio e montagne e anche torrenti turbolenti.
    Quando sembrava che stessero per morire, il cavallo gli chiese di fidarsi di lui. Il cavallo li salvò entrambi.
    Non seppe mai se il cavallo gli avesse parlato veramente o se oramai sfinito udiva le voci.
    Molte volte rinunciò ancora, stanco, sfinito, distrutto si sedeva su un sasso, volendo cosi attendere la morte amica, per poter riposare in eterno, dimenticando quella fatica insopportabile.
    Ma cosa avrebbe potuto e voluto significare morire? Distratto nello sguardo riperccoreva i ricordi di una vita che non era sicuro di voler abbandonare.
    Eppure gran parte del tempo eterno ormai era inesorabilmente trascorsa senza neppure toccarlo,  e lui dov'era stato?
    Viveva un frammento del tempo infinito, un respiro appena, e poi dopo sarebbe tornato?
    Il sole calante, formando ombre lungo i prati, ancora caloroso abbraccia il mondo, promettendogli che non tarderà a tornare.
    Era la promessa di un uomo.... Che alzatosi montò in sella al suo cavallo, finalmente sicuro.
    E il cavallo riprese la sua corsa, come se nulla fosse accaduto, come se quell'intervallo di tempo non fosse mai esistito
    come se il cavallo avesse percepito i suoi pensieri e stesse lì aspettando il momento per proseguire, il loro viaggio interminabile.
    Cosi dopo non molto, il cavallo tentò di salire su una montagna talmente ripida, che il cavaliere era convinto che avrebbero finalmente incontrato la morte.
    Ma il cavallo raggiunse la cima.
    Erano al pari della luna, che risplendeva di un bagliore eterno, cosi forte, che la luce del giorno era ormai lontano ricordo.
    Sulla montagna accarezzò con profondo affetto, l'amato amico.
    Il motivo per il quale era partito, il perchè fosse finalmente arrivato, lì comprendeva solo ora.